La prima retrospettiva
italiana dedicata all’artista egiziano – visibile al Castello di Rivoli (TO),
sede del Museo d’arte contemporanea, fino al 5 febbraio 2017 – mette in scena
un gigantesco teatro arabo raccontando le Crociate da un punto di vista assolutamente
inedito.
In occasione dell’esposizione, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e
Marcella Beccaria, Wael Shawky è eccezionalmente intervenuto sugli ambienti
della Manica Lunga, edificio lungo e stretto un tempo collegato con il corpo
centrale del Castello, oggi adibito a spazio museale. In particolare, le pareti
sono state dipinte di blu ricreando un contesto scenografico e spettacolare, in
linea con il delicato argomento trattato: lo storico scontro tra civiltà,
culture e religioni differenti, i cui esiti sono ancora oggi percepibili negli
odierni conflitti mediorientali, in particolare tra Fondamentalisti islamici e Cristiani.
Il percorso espositivo prevede, inizialmente, una costruzione con torri
all’interno della quale è proiettato un primo video della trilogia Cabaret Crusades, serie filmica che
ricostruisce i conflitti tra Cristiani e Musulmani in Medio Oriente tra XI e
XIII secolo, di una violenza quasi incessante. Un progetto elaborato da Wael
Shawky tra il 2010 e il 2015 e già presentato al MoMA PS1 di New York (2015), sotto la curatela di
Margaret Aldredge.
Il punto di vista prescelto per la realizzazione della trilogia (con
dialoghi in arabo e sottotitoli in inglese) è prettamente islamico, secondo cui
– come ha spiegato l’artista in più occasioni -“Saladino (pericoloso nemico delle forze cristiane durante la terza
crociata in Terra Santa) è un eroe.
Perché era riuscito a riconquistare Gerusalemme a riportarla sotto dominio
musulmano. Una rivendicazione che domina oggi i dibattiti tra i musulmani. Una
rivendicazione che riecheggia al tempo stesso le parole di Papa Urbano II il
quale nel 1095 sollecitava i suoi argomentando così: ‘Se andrete a Gerusalemme
avrete più cibo, una vita migliore e se morirete andrete in cielo’.
Affermazioni che ancora oggi si sentono fare”.
Il lavoro è quindi costruito sulle fonti medievali islamiche come il
principe e letterato arabo Usama Ibn Munqidh e il cronista Ibn al-Qalànisi, ma
anche su Le Crociate viste dagli Arabi
(1983) dello storico libanese Amin Maalouf. Se il primo video Cabaret Crusades: The Horror Show File
(2010), in particolare, narra i primi conflitti dal 1096 al 1099, il secondo
intitolato Cabaret Crusades: The Path to
Cairo (2012) racconta la Prima e la Seconda Crociata (1099- 1145). Proprio
questa parte della trilogia, nella mostra a Rivoli, è collocata all’interno di
una costruzione che rievoca un minareto, cui si accede attraverso un giardino
pensile ai cui lati sono esposte ventisei sculture, seconda tappa del percorso
espositivo. A chiudere la mostra una serie fotografica di burattini e il terzo
e ultimo capitolo della ‘saga’, The
Secrets of Karbala (2015), in cui vengono descritti alcuni momenti della
Battaglia di Kerbela (680), principale e tragico evento che portò alla
scissione tra Islam sciita e sunnita. La narrazione termina, quindi, con la
presa di Costantinopoli da parte dei Crociati nel 1204.
Della durata di circa un’ora, le riproduzioni prevedono degli ‘attori’
fuori dal comune: delle marionette che prendono vita sulla scena conferendo
alla pellicola un carattere ‘favolistico’ e ‘surreale’ evidentemente
discordante con la ‘violenza’ dell’argomento trattato, creando così un effetto
di straniamento nel pubblico. A questo proposito, se per il primo film Shawky
si è servito di antichi burattini del Settecento provenienti dalla collezione
Lupi di Torino, per il secondo l’artista ha utilizzato marionette in ceramica
appositamente realizzate per l’occasione, mentre per il terzo burattini in
vetro di Murano dalle forme umane e animali.
“La condizione del burattino –
ha recentemente precisato il curatore della rassegna, Carolyn
Christov-Bakargiev – è un acuto
riferimento ai nostri tempi, in cui le cose sono sempre più controllate a
distanza […]. Ma Shawky non accetta la natura ‘telecomandata’ dell’esperienza
nell’era digitale […]”. Proprio la maniacale e desueta dedizione
dell’artista all’artigianato e alla memoria storica, quasi una forma laica di
meditazione e preghiera, sembra scontrarsi, nella retrospettiva, con le
principali caratteristiche della nostra era digitale, sempre più veloce e smart.
Le marionette concorrono inoltre a creare un’atmosfera onirica e surreale che
mescola insieme dramma e cinismo, facendo emergere una accesa critica alla
manipolazione delle fonti storiche sulle Crociate operata nel corso dei secoli.
Wael Shawky nasce
ad Alessandria d’Egitto nel 1971. Dopo aver frequentato la Facoltà di Belle
Arti presso l’Università della sua città natale, nel 2000 ha conseguito il
Master of Fine Arts alla University of Pennsylvania. A seguito del suo esordio
internazionale a dOCUMENTA (13) a Kassel nel 2012, ha realizzato le mostre Cabaret
Crusades, MoMA PS1, New York (2015); Wael Shawky, Mathaf, Doha
(2015); Cabaret Crusades, Kunstsammlung NRW – K20, Düsseldorf (2014); Wael
Shawky: Horsemen Adore Perfumes and Other Stories, Sharjah Art Foundation,
Sharjah (2014); Wael Shawky, Serpentine Gallery, Londra (2013); Al
Araba Al Madfuna, Wael Shawky, Kunst-Werke, Berlino (2012); Nottingham
Contemporary, Nottingham (2011).
I suoi
lavori sono stati esposti nell’ambito di importanti rassegne internazionali tra
cui: Une breve histoire de l’avenir, Musée du Louvre, Parigi (2015); SALTWATER:
A Theory of Thought Forms, 14. Istanbul Biennial, Istanbul (2015); Manifesta
10, San Pietroburgo (2014); You Imagine What You Desire, 19th Sydney
Biennial, Sydney (2014); Now Babylon – architecture, culture and identity,
Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk (2014); A History of Inspiration,
Palais de Tokyo, Parigi (2013); Re:emerge, Sharjah Biennial, Sharjah
(2013); 9th Gwangju Biennial, Gwangju (2013); dOCUMENTA (13), Kassel,
Alessandria e Kabul (2012). Nel 2013 a Wael Shawky è stato conferito lo Sharjah
Biennial Award 2013.
Wael Shawky
a cura di
Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria
3 novembre 2016
– 5 febbraio 2017
Inaugurazione: 2
novembre 2016
Orario: da
martedì a venerdì 10.00-17.00; sabato e domenica 10.00-19.00.
Ingresso: intero
6,50 euro; ridotto 4,50 euro per ragazzi 11-14 anni, pensionati, insegnanti,
studenti, militari, associazioni culturali ed enti convenzionati, possessori
della Pyou Card (giovani tra i 15 e 29 anni); gratuito per i minori di 11 anni
e per i disabili.
Info:
www.castellodirivoli.org - www.castellodirivoli.tv - info@castellodirivoli.org
- 011.9565222
Ulteriori
info:
Fonte:
Serena Di Giovanni






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